Società / Storia

L’Unione Sportiva Alessandria 1912 è la principale società calcistica di Alessandria, capoluogo dell’omonima provincia piemontese.

La sua fondazione si fa risalire tradizionalmente al 1912, ma essa è da collegare alla precedente nascita della sezione calcistica della società Forza e Coraggio, d’incerta datazione. La squadra disputò 13 stagioni in Serie A tra il 1929 e il 1960 e 20 in Serie B (l’ultima nel1975); raggiunse inoltre una finale di Coppa Italia, nel 1936. Il periodo più fortunato per la squadra fu quello tra le due guerre, quando conNovara, Pro Vercelli e Casale diede vita al cosiddetto “quadrilatero piemontese”, fucina di grandi campioni e di importanti vittorie. Oltre alle vittorie di un campionato di Serie B, uno di Serie C e uno di Serie C2, conta nel suo palmares una Coppa Italia di Serie C, vinta nel1973, e una Coppa CONI, conquistata nel 1927.

Tra i più celebri giocatori che hanno indossato la maglia grigia del sodalizio piemontese sono ricordati il Pallone d’Oro 1969 Gianni Rivera e i campioni del mondo Bertolini, Borel, Ferrari e Rava, oltre a Carlo Carcano e Adolfo Baloncieri.

Negli ultimi decenni ha vissuto periodi assai turbolenti per ricorrenti problemi di natura economica che hanno condizionato i tentativi di ritorno in auge messi in atto da varie dirigenze e che l’hanno portata al fallimento (2003). Rinata e risalita fino alla Lega Pro Prima Divisione, milita attualmente in Seconda Divisione come conseguenza di giudizi sportivi dovuti al coinvolgimento diretto di ex vertici societari nella vicenda denominata Scommessopoli.

 

Storia della società 

Le prime squadre di calcio ad Alessandria 

L’Alessandria del 1912, in maglia bianco-azzurra.

Già sul finire del XIX secolo il calcio era arrivato ad Alessandria: vi sono notizie riguardanti un’amichevole del 1894 disputata da una squadra alessandrina contro una compagine genovese. Nel 1896 nacque l’Unione Pro Sport Alessandria, seguita nello stesso anno dalle squadre di football delle società ginniche Forza e Concordia, i cui atleti indossavano maglie grigio scure, e Forza e Coraggio dai colori sociali grigio perla-bianco. L’Unione Pro Sport partecipò tra il 1897 e il 1898 ad alcuni tornei amichevoli con squadre di Torino e Genova; nel 1897 vinse a Genova il “Concorso nazionale ginnico-Sezione gioco calcio”[5], e il15 marzo 1898 fu invitata a far parte della costituente della Federazione Italiana Football (F.I.F.), prese inizialmente parte alle eliminatorie del primo campionato ufficiale e, ritenutasi danneggiata a favore di Torinese e Genoa, preferì rientrare infine nell’orbita dei tornei organizzati dalla Federazione Italiana di Ginnastica.

Dalla Forza e Coraggio al Foot Ball Club 

Fu nel 1908 che l’Unione Ginnastica Alessandrina Forza e Coraggio prese l’importante decisione di allestire una squadra che disputasse finalmente il Campionato Provinciale. La prospettiva si concretizzò ufficialmente negli anni a venire. La tradizione fa risalire la fondazione del club al 18 febbraio 1912, con la stipula di un atto costitutivo del Foot Ball Club Alessandria: le firme apposte su di esso furono quelle di Enrico Badò, Amilcare Savojardo e Alfredo Ratti, che fu nominato primo “direttore”. Oltre all’assenza di documenti comprovanti la fondazione e l’affiliazione alla FIGC nel 1912, però, fonti indicano che già da almeno un anno la Forza e Coraggio giocasse con regolarità gare amichevoli: l’atto del 1912 avrebbe rappresentato un cambio di denominazione in onore della città d’origine, sulla scia della moda dell’epoca.

In maglia biancazzurra, il Foot Ball Club partecipò al Campionato di Promozione del 1912-13, ottenendo subito un posto nella prima categoria del Campionato Nazionale dopo aver battuto la Vigor Torino per 3 a 0 nello spareggio giocato a Novara. Nello stesso anno, il magnate del ciclismo Giovanni Maino regalò ai giocatori undici maglie grigie come quelle della sua squadra, per il quale correva, tra gli altri, Costante Girardengo.

I primi Campionati Nazionali e il dopoguerra 

Nel 1913 entrò in squadra il giocatore-allenatore inglese George Smith, proveniente dalle file del Genoa: egli si rivelò un grande maestro di calcio e, grazie a lui, esplosero negli anni venti campioni come Adolfo Baloncieri e Carlo Carcano, che negli anni trenta allenò la Juventus del “Quinquennio d’Oro” e che il 31 gennaio 1915 fu il primo giocatore grigio a vestire la maglia della Nazionale. Già nel 1914-15 la squadra piemontese ben figurò, mancando l’ammissione al Girone Finale per due soli punti.

Nel primo dopoguerra l’Alessandria continuò a migliorare le sue prestazioni: nel campionato 1919-20 s’impose nettamente nel girone eliminatorio per fermarsi poi di fronte al Genoa in semifinale. Nel novembre del 1920, il Foot Ball Club Alessandria si fuse con un’altra squadra cittadina, l’Unione Sportiva Alessandrina, fondata nel 1915: assunse la denominazione di Unione Sportiva e mantenne la maglia grigia. Al termine della stagione 1920-21 il club ottenne l’ammissione alla semifinale per il Nord-Italia dopo un vittorioso spareggio giocato a Milano contro il Modena. Il 10 luglio 1921 si disputò dunque la gara che avrebbe decretato il nome della squadra destinata a giocare la finale per il Nord Italia (la vincitrice della quale avrebbe a sua volta incontrato il Pisa nella finale nazionale) contro il Bologna; l’Alessandria si arrese, a Torino, alla Pro Vercelli in una gara violenta e aspramente contestata dai giocatori grigi che, dopo un grave infortunio alla testa occorso a Carcano, scelsero di ritirarsi per protesta dopo appena un’ora di gioco, sul risultato di 0-4.

Negli anni successivi l’Alessandria continuò a sfoderare ottime prestazioni, senza però mai riuscire a piazzare lo scatto decisivo per la conquista di uno scudetto: il campionato era dominato dalla Pro Vercelli e del Genoa, dal Bologna e delle torinesi.

La Coppa CONI, lo scudetto mancato e la Serie A 

Coppa CONI 1926-27 – Finali

  • Casale Monferrato, 10 luglio 1927, andata

Casale-Alessandria 1-1 (0-0)

Alessandria: Morando, Viviano, Costa, Bruni, Gandini, Bertolini, Cattaneo,Avalle, Banchero, Ferrari, Chierico. Allenatore: Carcano.

Gol: rig. Viviano, Caligaris (C).

  • Alessandria, 24 luglio 1927, ritorno

Alessandria-Casale 2-1 (2-1)

Alessandria: Curti, Viviano, Costa, Lauro, Gandini, Bertolini, Tosini, Avalle, Cattaneo, Ferrari, Chierico. Allenatore: Carcano.

Gol: Ferrari, Cattaneo, rig. Caligaris (C)

« Con i giocatori usciti da Alessandria ed oggi sparsi ai quattro venti nelle squadre italiane, si potrebbe formare il più formidabile squadrone nostro. E sarebbe uno squadrone che avrebbe anche l’allenatore migliore, poiché Carcano è alessandrino. » (Adolfo Baloncieri)

Nel 1927, dopo un deludente campionato al termine del quale la salvezza dalla retrocessione in I Divisione era arrivata solamente dopo una serie di spareggi vinta contro Pisa, Legnano e Novara, arrivò il primo trofeo, vinto con in campo i futuri Campioni del mondo Giovanni Ferrari e Luigi Bertolini e con Carlo Carcano in panchina: la Coppa CONI, una sorta di Coppa Italia ante litteram, conquistata dopo una doppia finale contro i cugini del Casale (1-1 a Casale Monferrato e 2-1 ad Alessandria). Nelle eliminatore l’Alessandria aveva sconfitto Livorno, Andrea Doria, Brescia, Alba Roma e Napoli. Nello stesso anno iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo stadio.

Il caso del 1928

Nel 1928 l’Alessandria sfiorò la conquista dello scudetto; superata la prima fase del campionato, nel girone finale a otto squadre i lanciatissimi grigi si ritrovarono a lottare per il titolo contro il Torino dell’ex Baloncieri. Fu però una pesante, inopinata sconfitta subita sul campo di un Casale ultimo in classifica a cancellare i sogni di gloria della squadra di Carcano, alla quale non bastò sconfiggere il Torino nello scontro diretto per riaggangiarlo in vetta; il portiere alessandrino Curti, sospettato da più parti di aver organizzato una combine con i monferrini, fu presto ceduto. Del resto, non fu ritenuto necessario dalle autorità, già pesantemente screditate dopo la bufera che aveva travolto il mondo del calcio dopo il “Caso Allemandi”, aprire indagini sul derby del 1º luglio e sul suo misterioso andamento.

L’Alessandria 1927-28

Al termine della stagione 1928-29 la squadra piemontese venne ammessa al primo campionato di Serie A (1929-30); in occasione della prima giornata fu finalmente inaugurato lo Stadio Littorio, successivamente intitolato, nel 1946, al sindaco di Alessandria e presidente della società Giuseppe Moccagatta. L’esordio sul nuovo campo di gioco, il 6 ottobre 1929, vide i grigi battere la Roma; l’Alessandria, terminato il girone d’andata ad un passo dal titolo di Campione d’inverno, concluse al sesto posto, miglior risultato di sempre, eguagliato nel 1931-32 (allenatore Karl Stürmer), stagione del record di punti in Serie A.

L’Alessandria che arrivò 6ª in Serie A nel 1930

All’inizio degli anni Trenta diversi giocatori lasciarono la società, ancora legata al dilettantismo, per migrare verso grandi centri. La conseguenza fu che, se nel 1928 erano stati due i giocatori alessandrini a festeggiare con la Nazionale la vittoria della medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam, ovvero il centrocampista Banchero e il terzino di riserva Viviano (oltre a Baloncieri, allora di proprietà del Torino), alla vittoria dei Campionati Mondiali del 1934 e del 1938 parteciparono solamente ex-grigi, come Ferrari e Bertolini, grazie ai quali la Juventus, che aveva ingaggiato anche Carlo Carcano come allenatore, accrebbe notevolmente le sue potenzialità. L’Alessandria non andò, per diversi anni, oltre posizioni di centro-classifica.

Nel 1936 la squadra raggiunse, dopo aver battuto Cremonese, Modena, Lazio e Milan, la finale di Coppa Italia, giocata a Genova l’11 giugno 1936 e persa per 5-1 contro il Torino. Nell’estate del 1936 fu la Lazio, che dopo aver già soffiato Piola alla Pro Vercelli era allora in procinto di allestire una squadra che potesse puntare alla vittoria dello scudetto, a offrire alla squadra grigia la considerevole cifra di 400.000 lire per i tre promettenti centrocampisti Busani, Riccardi e Milano[22]: i dirigenti grigi accettarono, ma la squadra non fu più all’altezza delle aspettative e crollò per la prima volta in Serie B al termine del campionato 1936-37.

I Presidenti dell’Alessandria

  • 1912-1913: Alfredo Ratti
  • 1913-1920: Giuseppe Brezzi
  • 1920-1922: Camillo Borasio
  • 1922-1925: Luciano Oliva
  • 1925-1927: Giovanni Ronza
  • 1927-1928: Aldo Marchese
  • 1928-1932: Ladislao Rocca
  • 1932: Carlo Uggè
  • 1932-1933: Carlo Poggio
  • 1933-1934: Umberto Pugno
  • 1934-1937: Otello Finzi
  • 1937-1938: Luigi Riccardi
  • 1938-1940: Primo Polenghi
  • 1940-1943: Filippo Moccagatta
  • 1943-1944: Pietro Mignone
  • 1944-1946: Giuseppe Benzi
  • 1946: Giuseppe Moccagatta
  • 1946-1953: Mario Moccagatta
  • 1953-1954: Adelio Taverna
  • 1954-1955: Comitato di Reggenza
  • 1955-1960: Silvio Sacco
  • 1960-1964: Amedeo Ruggiero
  • 1964-1965: Piero Melchionni
  • 1965-1967: Gino Testa
  • 1967-1968: Bruno Montini
  • 1968-1973: Remo Sacco
  • 1973-1974: Paolo Sacco
  • 1974-1975: Paolo Giovanni Boidi
  • 1975-1976: Paolo Sacco
  • 1976-1977: Pier Ugo Melandri
  • 1977-1980: Bruno Cavallo
  • 1980-1981: Adelio Taverna
  • 1981-1983: Nando Cerafogli
  • 1983-1985: Gianmarco Calleri
  • 1985-1986: Massimo Silei
  • 1986-1987: Marco Bertoneri
  • 1987-1991: Gino Amisano
  • 1991-1994: Edoardo Vitale Cesa
  • 1994: Franco Gatti
  • 1994-2001: Gino Amisano
  • 2001: Roberto Spinelli
  • 2001-2003: Antonio Boiardi
  • 2004-2005: Francesco Sangiovanni
  • 2005-2010: Gianni Bianchi
  • 2010-2011: Giorgio Veltroni
  • 2011: Gionata Cella
  • 2011-2012: Paola Debernardi
  • 2012-2013: Maurizio Pavignano (fino al 6 Febbraio)
  • 2013- oggi: Luca Di Masi (dal 6 Febbraio 2013)

La Serie B e il secondo dopoguerra 

La prima stagione tra i cadetti terminò con una nuova delusione: dopo aver guidato la classifica per gran parte del torneo, la squadra grigia andò incontro a un’inspiegabile crisi di risultati nel finale, venendo così raggiunta in testa dal Modena e dal Novara. Fu proprio la squadra azzurra a completare la rimonta, espugnando Alessandria all’ultima giornata, il 5 giugno 1938; neanche gli spareggi, disputati a Milano e a Torino, risollevarono le sorti della formazione cinerina, che perse entrambe le partite e vide le altre due contendenti passare direttamente in Serie A. A partire da quel momento, l’Alessandria non riuscì più a inserirsi in modo concreto nella lotta per la promozione; anche le belle aspettative nate dopo l’ottimo inizio del campionato 1941-42, con allenatore Baloncieri, furono funestate nel girone di ritorno: la squadra precipitò al decimo posto. Nel 1943 i campionati vennero sospesi a causa della guerra.

Nella stagione 1945-46 l’Alessandria, guidata dagli allenatori Renato Cattaneo e Mario Sperone, partecipò al campionato di Promozione, un torneo a cui presero parte squadre di Serie B e Cdell’Italia Settentrionale, disputato in un clima molto teso a causa delle intemperanze dei tifosi: fu in quel periodo che si riaccese quel “campanilismo” che il Fascismo aveva tentato in ogni modo di sopire per riunire il popolo sotto l’unico vessillo italiano[23]. Alcuni incidenti, oltre che a Biella eBusto Arsizio, si verificarono anche ad Alessandria, dove il 3 febbraio 1946, al termine della gara casalinga persa per 2 a 3 contro il Piacenza, la polizia fu costretta a chiamare due autoblinde per sedare le intemperanze della tifoseria alessandrina, che si era scagliata contro il direttore di gara[20]. L’Alessandria, comunque, vinse nettamente sia il girone eliminatorio che quello finale, riottenendo un posto in Serie A per la stagione 1946-47, quella che sancì il ritorno del massimo campionato alla formula del girone unico. La permanenza in A non portò risultati particolarmente entusiasmanti e durò appena due stagioni. Il 2 maggio 1948 il club subì quella che rimane ancora oggi la più pesante sconfitta mai patita da una squadra in una partita del campionato a girone unico, in Torino-Alessandria 10-0; l’infierire dei granata sugli ospiti nell’ultimo quarto d’ora fu dovuto a uno screzio tra Valentino Mazzola e un tifoso che lo sbeffeggiava da bordo campo[24]. Al termine di quel campionato, i grigi fecero ritorno in Serie B.

Proprio negli anni quaranta, l’Alessandria fu protagonista di un episodio curioso quando, prima di una partita contro il Venezia, l’arbitro ordinò a una delle due squadre di cambiare divisa, poiché, a suo parere, la maglia grigia non si distingueva da quella nera degli avversari. Dopo la gara, la FIGCchiese all’arbitro di sottoporsi a una visita oculistica, dalla quale risultò daltonico: la visita divenne allora obbligatoria per tutti gli arbitri[25]. Sempre in questi anni, il club lanciò il giovane talento Gino Armano, che si fece poi strada nelle file dell’Internazionale.

Sul finire degli anni Quaranta e nel corso dei primi anni anni cinquanta si alternarono anni di serie cadetta ai primi campionati in C, successivi alla sfortunata retrocessione del 1950.

Le ultime stagioni in Serie A e il declino 

L’Alessandria del 1959-60, stagione dell’esordio nelle Coppe Europee e dell’ultimo campionato di Serie A.

Pochi mesi dopo l’avvento alla presidenza della famiglia Sacco, l’Alessandria fece ritorno in Serie A. Accadde al termine del combattuto campionato 1956-57, dopo aver concluso positivamente la rimonta sul Catania e in seguito uno spareggio giocato a Milano, vinto dopo i tempi supplementaricontro il Brescia. Se nei primi decenni di vita il club piemontese visse dell’estro dei suoi brillanti attaccanti, in questo periodo si dimostrò invece ottimo interprete del catenaccio[26] e ottenne in massima serie alcune non scontate salvezze, con largo anticipo. Nel 1959 esordì in maglia grigia un altro giovanissimo campione, Gianni Rivera, che l’anno dopo fu promosso, appena sedicenne, tra i titolari. Dopo uno spettacolare gol segnato al Napoli, preceduto da un rapido slalom tra i difensori partenopei, il vice-allenatore e pigmalione Franco Pedroni si mise a piangere. Sempre nell’annata 1959-60 l’Alessandria esordì in una competizione internazionale, affrontando il Velež diMostar in Coppa Mitropa.

Proprio quella rimane ancora oggi l’ultima stagione nella massima categoria per l’Alessandria, che retrocesse in Serie B al termine del campionato, a tre anni dallo spareggio di Milano. Ancora una volta alla caduta in B non seguì un’immediata riscossa; nonostante la vena realizzativa dei capocannonieri dei campionati 1960-61 e 1961-62 Giovanni Fanello e Renzo Cappellaro, la squadra non andò oltre posizioni di centro-classifica. Durante il periodo di permanenza tra i cadetti i grigi parteciparono a due edizioni della Coppa delle Alpi (1960 e 1962, nella quale raggiunsero le semifinali), torneo dedicato inizialmente a squadre europee delle serie minori. Nel 1966-67 l’Alessandria, partita con ambizioni di vertice, cadde inaspettatamente in Serie C.

In occasione dell’800º anniversario dalla fondazione della città di Alessandria, nel 1968, la società invitò la squadra brasiliana del Santos a disputare una gara amichevole allo Stadio Moccagatta. L’incontro venne disputato il 12 giugno e fu vinto dai sudamericani per 2-0: tra i gol, quello di Pelé, che uscì dallo stadio indossando la maglia numero 10 dell’Alessandria, tra i tifosi in visibilio[25].

Coppa Italia Serie C 1972-73 – Finale

Roma, 29 giugno 1973

Alessandria-Avellino 4-2 (dts; 1-0, 1-2, 0-0, 2-0)

Alessandria: Pozzani, Maldera II, Di Brino, Paparelli, Colombo(Mayer), Berta, Vanzini (Dolso), Salvadori, Cini, Lorenzetti, Musa. Allenatore: Marchioro.

Gol: Maldera II, Bongiorni (AV), Palazzese (AV), Cini, Lorenzetti, Lorenzetti.

Note: sospesa al 112’ per invasione di campo, la gara fu omologata con il risultato di 4-2.

Nei primi anni settanta, l’Alessandria fallì per tre volte consecutive la promozione in Serie B in modo rocambolesco. Seppe consolarsi, comunque, vincendo la prima edizione della Coppa Italia Semiprofessionisti, nel 1973 (allenatore Giuseppe Marchioro), quando superò nell’ordine Asti Macobi, Savona, Derthona, Pro Vercelli, Spezia, Modena e, infine, l’Avellino, sconfitto per 4-2 dopo itempi supplementari nella finale disputata al “Flaminio” di Roma, interrotta poi a pochi minuti dalla fine per incidenti sugli spalti[29]. La promozione tra i cadetti arrivò, finalmente, vincendo con quattro giornate d’anticipo la Serie C 1973-74, con Dino Ballacci in panchina; la stagione si chiuse in maniera convulsa, con il clamoroso esonero dell’allenatore, in contrasto con la dirigenza, dopo che la decisiva gara di Mantova aveva sancito la vittoria matematica del campionato per l’Alessandria, e con le successive dimissioni del presidente Sacco, contestato dalla tifoseria[30].

Dal trentennio in C al fallimento 

La permanenza in B durò una sola stagione e, a quindici anni dall’addio alla Serie A, sfuggì definitivamente anche la categoria cadetta: nonostante un buon inizio (all’esordio i grigi espugnarono il campo di un Como destinato alla promozione), un grave infortunio privò la squadra della punta Baisi, condizionandone l’andamento e condannandola a uno spareggio salvezza disputato ancora a San Siro e perso contro la Reggiana. A partire da quel momento i grigi diventarono una presenza fissa in quella categoria per quasi trent’anni; passata nelle mani dell’ex presidente dell’Asti Bruno Cavallo e con rose allestite secondo logiche di risparmio mediante la valorizzazione di giovani e dilettanti, l’Alessandria disputò alcuni discreti tornei, senza poi riuscire ad evitare la caduta in Serie C2 nel 1979. Il passaggio all’era Sandroni coincise col ritorno in C1 (1981-82, con Ballacci nuovamente al timone), ma l’assenza dei mezzi economici necessari impedì di mantenere a lungo la categoria.

Nel 1983 iniziò da Alessandria l’ascesa nel mondo del calcio dell’ambizioso Gianmarco Calleri e del fratello Giorgio. Le ricche campagne acquisti condotte dalla famiglia ligure, con Carlo Regalia dirigente, non diedero però risultati apprezzabili; dopo tre stagioni chiuse a ridosso della zona promozione, inasprite dalla delusione per la sconfitta nello spareggio per la C1 perso al Braglia di Modena contro il Prato (1984-85), i Calleri abbandonarono il progetto, trasferendosi alla Lazio assieme ai calciatori più talentuosi della rosa grigia.

Un’Alessandria nel marasma societario, sostenuta per la prima parte del torneo dal presidente Massese Bertoneri, partecipò dunque al campionato 1986-87 con una rosa di giovani e la costante minaccia dell’esclusione. In quel clima fu inevitabile la prima retrocessione in Interregionale, poi evitata per la rinuncia del Montebelluna e le garanzie fornite da una nuova dirigenza, che aveva a capo l’imprenditore valenzano Gino Amisano; questi legò così il suo nome al club per quasi quindici anni. In questo lasso di tempo la squadra ottenne per due volte la promozione in Serie C1 (nel 1988-89 e nel 1990-91, con vittoria del campionato), superò indenne la crisi della Kappa, azienda tessile torinese che nei primi anni novanta aveva investito nella società e, al termine della stagione 1995-96, mancò per un punto la qualificazione ai play-off per la Serie B. Nel 1998, al termine di un campionato combattuto, l’Alessandria retrocesse nuovamente in Serie C2, sopraffatta ai play-out dalla Pistoiese.

Le speranze di una risalita, maturate al termine del felice campionato 1999-00, che conobbe il suo apice nella vittoriosa finale dei play-off vinta a Reggio Emilia contro il Prato, si affievolirono l’anno dopo, a causa della rapida ridiscesa in C2. Infine, al clamoroso esito del campionato 2001-02, con i grigi che dapprima sperperarono nelle ultime giornate, a beneficio del Prato, l’abbondante vantaggio accumulato nei primi due terzi del torneo e successivamente persero la semifinale dei play-off a causa di una larga e inopinata sconfitta interna contro la meno quotata Sangiovannese, si aggiunse il triste epilogo dell’anno successivo: al termine del campionato 2002-03 la società, dopo anni di delusioni sportive e di tribolati passaggi di proprietà che coinvolsero anche il patron del Livorno ed ex-presidente del Genoa Spinelli, retrocesse tra i Dilettanti, prima del fallimento dichiarato per inadempienze economiche il 13 agosto 2003[35].

La rinascita e il ritorno tra i professionisti 

L’attaccante Artico, protagonista del ritorno dell’Alessandria tra i professionisti.

Dalle ceneri dell’Unione Sportiva nacque inizialmente, per iniziativa del Comune di Alessandria e nonostante la forte contrarietà della tifoseria alessandrina (che decise di non seguire la nuova squadra per la durata dell’intero campionato), una nuova società, la Nuova Alessandria 1912, che ripartì dall’Eccellenza regionale. Nel 2004, con gli acquisti del titolo sportivo e, successivamente, del marchio originale da parte di una cordata d’imprenditori locali, il club in maglia grigia fece il suo ritorno nel calcio italiano, risalendo con facilità nel campionato di Serie D. Il 30 marzo 2008 ottenne con largo anticipo sulla fine del campionato la promozione in Lega Pro Seconda Divisione per la stagione 2008-09; il primo torneo tra i professionisti a cinque anni dal fallimento vide l’Alessandria costantemente al vertice. Mancata la promozione diretta in Prima Divisione per una peggiore differenza reti rispetto al Varese e persa poi la finale play-off contro il Como, la squadra grigia realizzò comunque il doppio salto dalla quinta alla terza serie, essendo stata inserita, al termine del torneo, nel novero delle ripescate per il campionato 2009-10.

Completata la propria resurrezione al termine di un campionato di buon livello, la società passò dalle mani dell’imprenditore ovadese Gianni Bianchi a quelle del già presidente del Sansovino Giorgio Veltroni. Malgrado l’improvviso ripresentarsi di questioni economiche, una squadra vivace e ben organizzata dal tecnico Maurizio Sarriandò ben oltre i pronostici, centrando il terzo posto finale del campionato 2010-11, miglior risultato sportivo degli ultimi decenni, e la prima partecipazione ai play-off per la promozione in Serie B, poi persi di fronte alla Salernitana. L’era Veltroni si chiuse dopo un’unica stagione[38], con il ritorno sotto l’egida di imprenditori locali, ma vicende giudiziarie portate in dote dall’ex proprietà relative al caso Scommessopoli sono costate alla squadra la retrocessione a tavolino in Lega Pro Seconda Divisione.

Cronistoria 

Cronistoria dell’Unione Sportiva Alessandria 1912

  • 18 febbraio 1912: Fondazione dell’Alessandria Foot Ball Club
  • 1912-13: 1ª nel campionato di Promozione Ligure-piemontese. Promossa in Prima Categoria.
  • 1913-14: 5ª nel girone eliminatorio Ligure-piemontese di Prima Categoria.
  • 1914-15: 2ª nel gruppo B del girone semifinale del Nord Italia
  • 1915-19: Attività sospesa per motivi bellici
  • 1919-20: 3ª nel gruppo A del girone semifinale del Nord Italia
  • 1920: Fusione tra Alessandria Foot Ball Club e Unione Sportiva Alessandrina. Nasce l’Alessandria Unione Sportiva
  • 1920-21: 3ª nel girone finale del Campionato del Nord Italia
  • 1921-22: 2ª nel girone B di Prima Divisione C.C.I.
  • 1922-23: 2ª nel girone C di Prima Divisione dopo aver perso lo spareggio contro il Padova per l’ammissione alla fase finale
  • 1923-24: 5ª nel girone A di Prima Divisione
  • 1924-25: 5ª nel girone B di Prima Divisione
  • 1925-26: 10ª nel girone B di Prima Divisione. Salva dopo torneo di qualificazione con Pisa, Legnano e Novara
  • 1926-27: 4ª nel girone B di Divisione Nazionale – Vince la Coppa CONI battendo in finale il Casale
  • 1927-28: 3ª nel girone finale di Divisione Nazionale
  • 1928-29: 3ª nel girone A di Divisione Nazionale
  • 1929-30: 6ª in Serie A
  • 1930-31: 13ª in Serie A
  • 1931-32: 6ª in Serie A
  • 1932-33: 14ª in Serie A
  • 1933-34: 12ª in Serie A
  • 1934-35: 7ª in Serie A
  • 1935-36: 8ª in Serie A – Perde la finale di Coppa Italia contro il Torino
  • 1936-37: 16ª in Serie A. Retrocessa in Serie B
  • 1937-38: 3ª in Serie B dopo aver perso gli spareggi per la promozione contro il Modena e il Novara
  • 1938-39: 8ª in Serie B
  • 1939-40: 7ª in Serie B
  • 1940-41: 7ª in Serie B
  • 1941-42: 10ª in Serie B
  • 1942-43: 12ª in Serie B
  • 1943-44: 9ª nel girone ligure-piemontese del Campionato Alta Italia.
  • 1945-46: 1ª nel girone A di Serie B-C Alta Italia. Vince il girone finale. Promossa in Serie A
  • 1946-47: 14ª in Serie A
  • 1947-48: 19ª in Serie A. Retrocessa in Serie B
  • 1948-49: 11ª in Serie B
  • 1949-50: 18ª in Serie B. Retrocessa in Serie C
  • 1950-51: 4ª nel girone A di Serie C
  • 1951-52: 4ª nel girone A di Serie C. Salva dopo torneo di qualificazione con Marzoli Palazzolo, Molfetta e Siena
  • 1952-53: 2ª in Serie C. Promossa in Serie B
  • 1953-54: 13ª in Serie B
  • 1954-55: 15ª in Serie B
  • 1955-56: 9ª in Serie B
  • 1956-57: 2ª in Serie B dopo aver vinto lo spareggio con il Brescia. Promossa in Serie A
  • 1957-58: 12ª in Serie A
  • 1958-59: 14ª in Serie A
  • 1959-60: 17ª in Serie A. Retrocessa in Serie B
  • 1960-61: 7ª in Serie B
  • 1961-62: 10ª in Serie B
  • 1962-63: 14ª in Serie B
  • 1963-64: 15ª in Serie B
  • 1964-65: 9ª in Serie B
  • 1965-66: 13ª in Serie B
  • 1966-67: 19ª in Serie B. Retrocessa in Serie C
  • 1967-68: 9ª nel girone A di Serie C
  • 1968-69: 7ª nel girone A di Serie C
  • 1969-70: 9ª nel girone A di Serie C
  • 1970-71: 2ª nel girone A di Serie C
  • 1971-72: 2ª nel girone A di Serie C
  • 1972-73: 3ª nel girone A di Serie C – Vince la Coppa Italia Semiprofessionisti battendo in finale l’Avellino
  • 1973-74: 1ª nel girone A di Serie C. Promossa in Serie B
  • 1974-75: 18ª in Serie B dopo aver perso lo spareggio contro la Reggiana. Retrocessa in Serie C. Assume la denominazione di Unione Sportiva Alessandria Calcio
  • 1975-76: 16ª nel girone A di Serie C
  • 1976-77: 6ª nel girone A di Serie C
  • 1977-78: 11ª nel girone A di Serie C
  • 1978-79: 10ª nel girone A di Serie C1
  • 1979-80: 16ª nel girone A di Serie C1. Retrocessa in Serie C2
  • 1980-81: 1ª nel girone A di Serie C2. Promossa in Serie C1
  • 1981-82: 17ª nel girone A di Serie C1. Retrocessa in Serie C2
  • 1982-83: 5ª nel girone A di Serie C2
  • 1983-84: 3ª nel girone A di Serie C2
  • 1984-85: 3ª nel girone A di Serie C2 dopo aver perso lo spareggio per la promozione contro il Prato
  • 1985-86: 3ª nel girone A di Serie C2
  • 1986-87: 16ª nel girone A di Serie C2. Ripescata per la rinuncia del Montebelluna
  • 1987-88: 5ª nel girone B di Serie C2
  • 1988-89: 2ª nel girone A di Serie C2. Promossa in Serie C1
  • 1989-90: 16ª nel girone A di Serie C1. Retrocessa in Serie C2
  • 1990-91: 1ª nel girone A di Serie C2. Promossa in Serie C1
  • 1991-92: 11ª nel girone A di Serie C1
  • 1992-93: 9ª nel girone A di Serie C1
  • 1993-94: 14ª nel girone A di Serie C1. Perde i play-out contro l’Empoli ma viene ripescata per il fallimento delMantova
  • 1994-95: 11ª nel girone A di Serie C1
  • 1995-96: 7ª nel girone A di Serie C1
  • 1996-97: 7ª nel girone A di Serie C1
  • 1997-98: 15ª nel girone A di Serie C1. Perde i play-out contro la Pistoiese. Retrocessa in Serie C2
  • 1998-99: 8ª nel girone A di Serie C2
  • 1999-00: 2ª nel girone A di Serie C2. Vince i play-off contro il Meda e il Prato. Promossa in Serie C1
  • 2000-01: 18ª nel girone A di Serie C1. Retrocessa in Serie C2
  • 2001-02: 2ª nel girone A di Serie C2. Perde i play-off contro la Sangiovannese
  • 2002-03: 18ª nel girone A di Serie C2. Retrocessa in Serie D
  • 13 agosto 2003: il tribunale di Alessandria dichiara fallita l’U.S. Alessandria Calcio e la FIGC la radia con comunicato n. 69A del 30 agosto. Il Comitato Regionale Piemontese affilia la Nuova Alessandria 1912, in maglia bianca e priva dello stadio Moccagatta
  • 2003-04: Nuova Alessandria 1912 8ª nel girone B di Eccellenza Piemonte
  • 2004: confluenza del marchio dell’Unione Sportiva Alessandria 1912 e del titolo sportivo della Nuova Alessandria 1912. Ritorno alla maglia grigia e allo stadio Moccagatta
  • 2004-05: 1ª nel girone A di Eccellenza Piemonte. Promossa in Serie D
  • 2005-06: 8ª nel girone A di Serie D
  • 2006-07: 6ª nel girone A di Serie D
  • 2007-08: 1ª nel girone A di Serie D. Promossa in Serie C2
  • 2008-09: 2ª nel girone A di Lega Pro Seconda Divisione. Perde i play-off contro il Como. Ripescata in Lega Pro Prima Divisione
  • 2009-10: 8ª nel girone A di Lega Pro Prima Divisione
  • 2010-11: 18ª nel girone A di Lega Pro Prima Divisione per giudizio sportivo. 3ª al termine della stagione regolare, perde i play-off contro la Salernitana. Retrocessa in Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2011-12: 11ª nel girone A di Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2012-13: 8° nel girone A di Lega Pro Seconda Divisione.

La maglia, i colori e il simbolo 

La prima divisa (1912)

La divisa dell’Alessandrina

L’evoluzione della divisa 

Nei mesi successivi alla fondazione, le maglie indossate dall’Alessandria furono bianche ed azzurre, a tre grandi strisce verticali. Quelle divise erano già state utilizzate più volte dalla Vigor, squadra torinese attiva già dal 1908, ed erano state acquistate a poco prezzo dalla neonata società alessandrina. In realtà, i dirigenti avevano già messo gli occhi sulle maglie di colore grigio indossate dai ciclisti della Cicli Maino (fondata nel 1896, fu la quarta industria ciclistica in Italia e la prima a non aver sede a Milano), che ricordavano quelle della società sportiva Forza e Coraggio, per iniziativa della quale era nato il club calcistico e che aveva preferito quel colore al bianco, reo di sporcarsi con troppa facilità. La richiesta fu formalizzata una sera, in un’osteria della città e fu lo stesso presidente Giovanni Maino ad accettare di omaggiare l’allora FBC con una nuova dotazione di maglie grigie[12]. Il nuovo colore rimase anche dopo la fusione, avvenuta nel 1920, con l’Unione Sportiva Alessandrina, una società nata nel 1915.

La divisa del periodo 1958-64

Sul finire degli anni trenta furono apportate prime modifiche a una maglia da sempre prevalentemente monocroma, accompagnata tutto al più da un colletto bianco, da uno scudo crociato all’altezza del petto o da calzoncini grigi o neri. Con la prima stagione in B (1937-38) esordì una maglia grigia con fascia orizzontale bianca e rossa, colori cittadini. La storia della divisa “grigiocerchiata” fu rapidamente archiviata al termine di quella sfortunata annata, ma trovò echi in alcune divise destinate ai portieri nel turbolento decennio successivo e nella singolare maglia biancocerchiata elaborata per la stagione 1948-49, anch’essa di breve vita.

Dagli anni cinquanta in poi, la maglia dell’Alessandria fu più volte ridisegnata e al grigio furono abbinati diversi colori. In particolare, tra il 1956 e il 1964, venne adottata una maglia grigia con colletto, pantaloncini e calzettoni azzurri; successivamente, negli anni settanta-ottanta, i pantaloncini divennero neri, come quelli delle origini, mentre il colletto, per un breve periodo, venne tramutato in rosso. Per parte degli anni ottanta, inoltre, lo stemma fu ingrandito e spostato al centro della maglia. Per tutto l’ultimo decennio del XX secolo, infine, vennero mantenute la maglia cinerina e i calzoncini neri; è per questo motivo che i giocatori dell’Alessandria, con il passare del tempo, sono stati sempre più spesso soprannominati erroneamente “i grigioneri“.

La divisa della stagione 1976-77

Dopo il fallimento della squadra, avvenuto nel 2003, nacque una società chiamata Nuova Alessandria 1912: questa indossò, nel corso del Campionato di Eccellenza 2003-04, una maglia divisa verticalmente a metà, colorata per una parte di bianco e per l’altra di grigio[39]. Dopo la riacquisizione del marchio e dei trofei, nel 2004, ritornò l’Unione Sportiva, con la tradizionale maglia grigia. Per la stagione 2006-07, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ultima promozione in Serie A, la società scelse d’ispirarsi allo stile utilizzato negli anni Cinquanta, dapprima adottando calzoncini e calzettoni azzurri e, successivamente, applicando alla divisa un bordo del medesimo colore. Dal 2007 si alterna una divisa a tinta unita a quella classica, grigia con calzoncini neri.

Data l’unicità della maglia grigia nel panorama calcistico, la seconda divisa risulta ben poco utilizzata dalla società; nella stagione 2007-08, ad esempio, non venne neppure presentata, e i calciatori disputarono tutte le gare in maglia grigia alternando, all’occorrenza, i pantaloncini grigi o neri. Anche il completo da trasferta ebbe, quando presente, una sua evoluzione, con frequenti cambiamenti di foggia: negli anni Cinquanta constava di maglia granata e pantaloncini azzurri, negli anni sessanta e Settanta era interamente azzurro con banda grigia verticale a sinistra, più recentemente prevalse l’utilizzo di magliette rosse e, in alcuni casi, verde chiaro(soprattutto a fine anni novanta, quando lo sponsor era la Cassa di Risparmio di Alessandria). Una terza maglia gialla viene usata in casi sporadici, come le partite contro i grigiorossi della Cremonese. L’attuale sponsor tecnico è Macron, mentre è da definire quello di maglia.

Il simbolo e lo stemma 

Il simbolo della squadra è l’orso. L’idea fu del disegnatore “Carlin” Bergoglio, storico vignettista del Guerin Sportivo che, negli anni Venti creò mascotte(prevalentemente animali) per molte squadre di calcio italiane[40].

Il caratteristico stemma dell’Unione Sportiva fu disegnato dall’artista Lorenzo Carrà nel 1920. È circolare o a volte riprodotto all’interno di scudi polacchi, prevalentemente grigio con una sezione bianca e crociata di rosso e con un monogramma riproducente le lettere intrecciate U, S ed A. Quest’ultima, per forma, ricorda uno dei monumenti-simbolo di Alessandria, ovvero l’Arco Trionfale di piazza Giacomo Matteotti[41].

Lo stadio 

Da ottanta anni il club disputa le sue partite interne presso lo Stadio Giuseppe Moccagatta, situato in Spalto Rovereto ad Alessandria. L’idea di edificare un nuovo campo da gioco in una zona periferica della città piemontese, circolata nei primi mesi del 2006, non è stata mai riconfermata direttamente dai membri dell’ex giunta comunale[42]. L’ipotesi è ventilata nuovamente nel 2010, nel corso delle trattative per la cessione della società[43].

Inizialmente l’Alessandria organizzò le sue gare sui campi di Piazza d’Armi Vecchia tra il 1912 e il 1915 e nella zona dell’attuale campo d’aviazione, fino al 1919. Successivamente, per un decennio, la squadra grigia si mise in luce sul campo del quartiere Orti, ribattezzato dai tifosi “il pollaio“, dato che in quel luogo venivano “spennati” gli avversari. Il progetto per l’attuale campo da gioco fu presentato tra il 1927 e il 1928; prevedeva l’allestimento d’un innovativo centro sportivo di qualità, ma fu accantonato in seguito alle polemiche suscitate dall’idea di erigere a fianco degli impianti ludici un monumento ai Caduti, giudicato da molti stonato accanto a costruzioni di quel tipo. I piani furono dunque ridimensionati, ma il 6 ottobre 1929 l’Alessandria poté giocare la sua prima partita presso il moderno stadio “Littorio”. L’inaugurazione ufficiale avvenne in occasione del settimo anniversario dalla marcia su Roma, il 28 di quel mese.

Con la caduta del regime fascista, nel 1946, lo stadio fu intitolato a Giuseppe Moccagatta, sindaco e presidente della società, scomparso improvvisamente in quell’anno. Dopo la promozione in Serie A del 1957, un’ampia opera di rimodernamento portò lo stadio a poter ospitare 25.000 persone ma, nel corso degli anni a venire, l’edificio conobbe il degrado. Per un lungo periodo ampi settori delle tribune furono dichiarati inagibili. Nel gennaio 1995, dopo l’alluvione che aveva colpito la città pochi mesi prima, la capienza fu ridotta prima a 8.182 e poi a 7.694 posti; sulla base di norme introdotte negli ultimi anni, solo 5.827 di essi sono utilizzabili. Attualmente il campo, di proprietà del Comune, ospita anche gare delle giovanili; la prima squadra svolge i propri allenamenti presso il campo sportivo “Michelin” di Spinetta Marengo.

Tifoseria 

Un primo esperimento di tifoseria organizzata dell’Alessandria, il Gruppo Fedelissimi Grigi[44], nato su suggerimento dell’allenatore ungherese Lajos Nems Kovács, risale al 1947; dell’anno successivo è la provocazione del tifoso che provocò l’ira di Mazzola in Torino-Alessandria. Nel 1957, in occasione dello spareggio di San Siro per la promozione in A, i tifosi dell’Inter si schierarono col Brescia e i suoi tifosi, mentre quelli del Milan scelsero di sostenere l’Alessandria.

Oggi la tifoseria, composta da vari gruppi (Supporters, Vecchia Guardia ’74, Head Out, Birre Vuote, Gentaglia, Pochi Ma Maledetti), è convenzionalmente riunita sotto l’unico nome di “Ultras Grigi”, che ebbe origine nel 1974, anno del ritorno in Serie B della squadra; occupa la curva Nord dello stadio Moccagatta. La tifoseria è articolata in tutta la provincia di Alessandria, con presenze nelle zone di Acqui Terme, Valenza, Tortona, Ovada e Novi Ligure e la squadra risulta essere seguita anche da appassionati di province limitrofe. Tifoseria apolitica, molto colorata e turbolenta, ha gemellaggi con i tifosi del Trento e del Viareggio e ottimi rapporti anche con i supporters di Genoa e Torino, malgrado la militanza in differenti categorie. C’è rispetto con le tifoserie di Pro Sesto,Ravenna, Vicenza, Pisa e Perugia e amicizia con i tifosi francesi del Tolone.

Rapporti più controversi si hanno in particolare con i tifosi del Casale: le gare tra grigi e nerostellati (i derby della Provincia di Alessandria, che si giocano da oltre novant’anni), sono tra le più sentite in Piemonte[45]. Altri derby, meno celebrati e sentiti, sono quelli con altre squadre della provincia, ovvero Derthona, Novese, Acqui e Valenzana, e della zona del Piemonte Orientale, in particolare Novara e Pro Vercelli.

Nel corso degli anni di militanza in Serie C1 e C2 si vennero a creare pessimi rapporti con tifoserie del Nord Italia come Spezia, Savona, Pavia, Varese, Mantova, Cremonese, Piacenza, Bologna,Lucchese, Livorno, Prato, Empoli, Pistoiese, Siena, Montevarchi e Venezia.

Allenatori 

  • 1912-1913: Amilcare Savojardo
  • 1913-1915: George Arthur Smith
  • 1919-1920: Carlo Carcano
  • 1920-1922: Percy Humphreys
  • 1922-1923: Carlo Carcano, poi Béla Révész
  • 1923-1924: Béla Révész
  • 1924-1925: Gonda
  • 1925-1926: Árpád Weisz e Augusto Rangone
  • 1926-1930: Carlo Carcano
  • 1930-1931: Béla Révész
  • 1931-1932: Karl Stürmer
  • 1932-1933: Ferenc Molnár, poi Heinrich Bachmann
  • 1933-1934: Franz Hänsel
  • 1934-1935: Otto Krappan
  • 1935-1936: Rudolf Soutschek, poi Karl Stürmer
  • 1936-1937: Karl Stürmer, poi Elvio Banchero e Ottavio Piccinini
  • 1937-1938: Rudolf Soutschek, poi Renato Cattaneo
  • 1938-1939: Renato Cattaneo
  • 1939-1940: Vittorio Faroppa, poi Otto Krappan
  • 1940-1941: Otto Krappan
  • 1941-1942: Pasquale Parodi, poi Adolfo Baloncieri
  • 1942-1944: Adolfo Baloncieri
  • 1944-1945: Umberto Dadone
  • 1945-1946: Renato Cattaneo e Mario Sperone
  • 1946-1947: Giovanni Battista Rebuffo, poi Felice Borel e Amilcare Savojardo, poi Umberto Dadone, poi Lajos Nems Kovács
  • 1947-1948: Lajos Nems Kovács
  • 1948-1949: Bert Flatley
  • 1949-1950: Bert Flatley e Carlo Carcano
  • 1950-1951: Tony Cargnelli
  • 1951-1954: Giacomo Neri
  • 1954-1955: Nereo Marini, poi Luciano Robotti
  • 1955-1956: Pietro Scamuzzi, poi Mario Sperone
  • 1956-1957: Mario Sperone, poi Luciano Robotti
  • 1957-1960: Luciano Robotti
  • 1960-1961: Camillo Achilli e Angelo Franzosi
  • 1961-1963: Pietro Rava
  • 1963-1964: Angelo Franzosi, poi Luigi Vitto, poi Anselmo Giorcelli
  • 1964-1965: Anselmo Giorcelli, poi Aristide Coscia
  • 1965-1966: Federico Allasio, poi Gino Armano e Aristide Coscia, poiLászló Székely
  • 1966-1967: Ettore Puricelli, poi Giulio Cappelli, poi László Székely
  • 1967-1969: Mario Pietruzzi
  • 1969-1971: Sergio Manente
  • 1971-1972: Mario David, poi Mario Pietruzzi
  • 1972-1973: Giuseppe Marchioro
  • 1973-1974: Dino Ballacci, poi Mario Pietruzzi
  • 1974-1975: Sergio Castelletti, poi Anselmo Giorcelli
  • 1975-1976: Giacomo Losi, poi Franco Viviani
  • 1976-1977: Franco Viviani
  • 1977-1978: Mario Trebbi, poi Romano Mattè
  • 1978-1979: Romano Mattè, poi Guido Capello
  • 1979-1980: Eugenio Fantini, poi Ermanno Tarabbia, poi Raffaele Cuscela
  • 1980-1982: Dino Ballacci
  • 1982-1983: Gian Piero Ghio, poi Amilcare Ferretti
  • 1983-1984: Amilcare Ferretti, poi Natalino Fossati, poi Antonio Colombo
  • 1984-1985: Alberto Mari, poi Carlo Tagnin
  • 1985-1986: Carlo Tagnin
  • 1986-1987: Amilcare Ferretti, poi Antonio Colombo
  • 1987-1988: Adelmo Capelli, poi Dino Ballacci
  • 1988-1989: Renzo Melani
  • 1989-1990: Renzo Melani, poi Antonio Colombo
  • 1990-1991: Giuseppe Sabadini
  • 1991-1992: Giuseppe Sabadini, poi Enzo Riccomini, poi Giuseppe Sabadini
  • 1992-1993: Ferruccio Mazzola
  • 1993-1994: Ferruccio Mazzola, poi Giorgio Roselli
  • 1994-1995: Giorgio Roselli, poi Gianfranco Motta
  • 1995-1996: Gianfranco Motta, poi Enzo Ferrari
  • 1996-1997: Enzo Ferrari
  • 1997-1998: Giuliano Zoratti, poi Corrado Orrico
  • 1998-2000: Claudio Maselli
  • 2000-2001: Roberto Pruzzo, poi Sergio Rossetti, poi Roberto Pruzzo
  • 2001-2002: Oscar Piantoni, poi Sergio Caligaris
  • 2002-2003: Dino Pagliari, poi Aurelio Andreazzoli, poi Carlo Soldo
  • 2004-2005: Riccardo Milani
  • 2005-2006: Enrico Nicolini, poi Fabrizio Viassi, poi Mauro Della Bianchina
  • 2006-2007: Felice Tufano, poi Romeo Azzali
  • 2007-2008: Salvatore Jacolino
  • 2008-2009: Salvatore Jacolino, poi Luciano Foschi
  • 2009-2010: Luciano Foschi, poi Francesco Buglio
  • 2010-2011: Maurizio Sarri
  • 2011-2012: Alessio De Petrillo, poi Giuliano Sonzogni
  • 2012-2013: Giovanni Cusatis, poi Egidio Notaristefano
  • 2013-2014: Egidio Notaristefano, poi Luca D’Angelo

 

 

Palmarès 

Competizioni ufficiali 

Coppa Italia di Serie C

  • Vincitrice: 1 (1972-73)

Coppa CONI

  • Vincitrice: 1 (1927)

Campionato di Serie B

  • Vincitrice: 1 (1945-46)
  • Promozioni: 1 (1956-57)

Campionato di Serie C

  • Vincitrice: 1 (1973-74)
  • Promozioni: 1 (1952-53)

Campionato di Serie C2

  • Vincitrice: 1 (1990-91)
  • Promozioni: 3 (1980-81, 1988-89 e 1999-00)

Campionato di Serie D

  • Vincitrice: 1 (2007-08)

Campionato d’Eccellenza Piemontese

  • Promozioni: 1 (2004-05)

Campionati disputati 

In 92 stagioni sportive a partire dall’incardinamento nel sistema della FIGC nel 1912 con un primo torneo di Promozione, l’Alessandria ha partecipato a 89 campionati nazionali. Tra il 1913 e il 1929prese parte ad un campionato di Prima Categoria Regionale, tre di Prima Categoria Nazionale, cinque di Prima Divisione e tre di Divisione Nazionale. Si aggiungono due campionati regionali diEccellenza, uno dei quali disputato dalla Nuova Alessandria 1912.

Dettaglio dei campionati nazionali 

CategoriaPartecipazioniDebuttoUltima stagioneTotaleA

 

ante 1929 11 1914-1915 1928-1929 24 Serie A 13 1929-1930 1959-1960 B

 

Serie B 20 1937-1938 1974-1975 21 B Alta Italia 1 1945-1946 C

 

Serie C 13 1950-1951 1977-1978 41 Serie C1 14 1978-1979 2010-2011 Serie C2 15 1980-1981 2011-2012 D

 

Serie D 3 2005-2006 2007-2008 3

Dettaglio dei campionati regionali 

CategoriaPartecipazioniDebuttoUltima stagionePrima Categoria 1 1913-1914 Promozione 11912-1913 Eccellenza 2 2003-2004come Nuova Alessandria 1912 2004-2005

Record 

Di squadra 

 

In Serie A

  • Miglior vittoria casalingaAlessandria-Legnano 5-0 (1930-31)Alessandria-Modena 5-0 (1931-32)Alessandria-Pro Patria 6-1 (1931-32)Alessandria-Brescia 5-0 (1935-36)Alessandria-Milan 6-1 (1935-36)Alessandria-Napoli 5-0 (1946-47)Alessandria-Triestina 5-0 (1946-47)
  • Miglior vittoria esternaTriestina-Alessandria 1-4 (1931-32)Torino-Alessandria 0-3 (1934-35)Brescia-Alessandria 0-3 (1946-47)Vicenza-Alessandria 0-3 (1947-48)
  • Peggior sconfitta casalingaAlessandria-Bologna 1-6 (1930-31)Alessandria-Roma 1-6 (1934-35)
  • Peggior sconfitta esternaTorino-Alessandria 10-0 (1947-48)
  • Pareggio casalingo con più golAlessandria-Torino 3-3 (1929-30)Alessandria-Bologna 3-3 (1931-32)Alessandria-Fiorentina 3-3 (1959-60)
  • Pareggio esterno con più golMilan-Alessandria 3-3 (1932-33)Bologna-Alessandria 3-3 (1934-35)

 

In Serie B

  • Miglior vittoria casalingaAlessandria-Taranto 9-0 (1948-49)
  • Miglior vittoria esternaMacerata-Alessandria 0-5 (1940-41)
  • Peggior sconfitta casalingaAlessandria-Sanremese 1-5 (1939-40)
  • Peggior sconfitta esternaFanfulla-Alessandria 6-0 (1941-42)
  • Pareggio casalingo con più golAlessandria-Pisa 3-3 (1940-41)Alessandria-Como 3-3 (1956-57)
  • Pareggio esterno con più golFoggia-Alessandria 3-3 (1974-75)

Individuali 

L’elenco tiene conto di presenze e reti registrate nelle gare di campionato e Coppa CONI disputate dall’Alessandria dalla sua nascita ad oggi. Sono segnalati in grassetto calciatori attualmente in attività.

 

Presenze

  • 399 – Antonio Colombo
  • 319 – Renato Cattaneo
  • 283 – Mario Pietruzzi
  • 270 – Edoardo Avalle
  • 245 – Luigi Vitto
  • 236 – Giuseppe Gandini
  • 233 – Armando Lauro
  • 209 – Felice Costa
  • 206 – Giancarlo Migliavacca
  • 204 – Marcello Di Brino
  • 203 – Giovanni Bigando
  • 202 – Alessandro Vitali
  • 201 – Michele Borelli
  • 191 – Luigi Manueli
  • 189 – Giuseppe Arezzi
  • 182 – Tullio Oldani
  • 181 – Lanfranco Albertelli
  • 175 – Pasquale Parodi
  • 172 – Rocco Melideo
  • 171 – Elvio Banchero

I campionati in breve

1912: Fondazione dell’Alessandria Foot Ball Club.
1912-13: 1. nel girone ligure-piemontese del Campionato di Promozione – Promossa nel Campionato Nazionale.
1913-14: 5. nel girone ligure-piemontese del Campionato Nazionale I Divisione.
1914-15: 2. nel girone A italia settentrionale del Campionato Nazionale I Divisione. 2. nel girone semifinale (non ammessa al girone finale).
1915-19: Attività sospesa per motivi bellici.
1919-20: 1. nel girone B italia settentrionale (Piemonte) del Campionato Nazionale I Divisione. 3. nel girone semifinale (non ammessa al girone finale). Vince la Coppa Brezzi battendo il Casale (3-2).
1920: Fusione tra Alessandria Foot Ball Club e Unione Sportiva Alessandrina – Nasce l’Unione Sportiva Alessandria Calcio (settembre 1920).
1920-21: 1. nel girone B italia settentrionale (Piemonte) del Campionato Nazionale I Divisione. Si qualifica per la finale italia settentrionale vincendo lo spareggio con il Modena (4-0). Perde la finale italia settentrionale contro la Pro Vercelli (0-4).
1921-22: 2. nel girone B della Lega Nord – Campionato Nazionale I Divisione (C.C.I.). Non si qualifica per le finali.
1922-23: 1. nel girone C della Lega Nord – Campionato Nazionale I Divisione a pari merito con il Padova. Perde lo spareggio contro il Padova (1-2) per l’ammissione alla fase finale.
1923-24: 5. nel girone A della Lega Nord – Campionato Nazionale I Divisione.
1924-25: 5. nel girone B della Lega Nord – Campionato Nazionale I Divisione.
1925-26: 10. nel girone B della Lega Nord – Campionato Nazionale I Divisione. Vince il torneo di qualificazione per la salvezza battendo Pisa (6-1), Legnano (4-1) e Novara (2-2 e 3-1).
1926-27: 4. nel girone B del Campionato Nazionale I Divisione. Vince la Coppa CONI battendo il Casale (2-1 e 1-1).
1927-28: 4. nel girone A del Campionato Nazionale I divisione. 3. nel girone finale.
1928-29: 3. nel girone A del Campionato Nazionale I Divisione. Ammessa in Serie A.
1929-30: 6. in Serie A.
1930-31: 13. in Serie A.
1931-32: 6. in Serie A.
1932-33: 14. in Serie A.
1933-34: 12. in Serie A.
1934-35: 7. in Serie A.
1935-36: 8. in Serie A – Perde la finale di Coppa Italia contro il Torino (1-5).
1936-37: 16. in Serie A – Retrocessa in Serie B.
1937-38: 1. in Serie B – Perde gli spareggi con Modena (0-3) e Novara (2-3).
1938-39: 8. in Serie B.
1939-40: 7. in Serie B.
1940-41: 7. in Serie B.
1941-42: 10. in Serie B.
1942-43: 12. in Serie B.
1943-44: 9. nel Campionato Ligure-Piemontese.
1944-45: Campionato sospeso per motivi bellici.
1945-46: 1. in Serie B/C. Vince il Girone Finale. Promossa in Serie A.
1946-47: 14. in Serie A.
1947-48: 19. in Serie A. Retrocessa in Serie B.
1948-49: 11. in Serie B.
1949-50: 18. in Serie B. Retrocessa in Serie C.
1950-51: 4. in Serie C.
1951-52: 4. in Serie C.
1952-53: 2. in Serie C. Promossa in Serie B.
1953-54: 13. in Serie B.
1954-55: 15. in Serie B.
1955-56: 9. in Serie B.
1956-57: 2. in Serie B. Vince lo spareggio contro il Brescia (2-1). Promossa in Serie A.
1957-58: 12. in Serie A.
1958-59: 14. in Serie A.
1959-60: 17. in Serie A. Retrocessa in Serie B.
1960-61: 7. in Serie B.
1961-62: 10. in Serie B.
1962-63: 14. in Serie B.
1963-64: 15. in Serie B.
1964-65: 9. in Serie B.
1965-66: 13. in Serie B.
1966-67: 19. in Serie B. Retrocessa in Serie C.
1967-68: 9. in Serie C.
1968-69: 7. in Serie C.
1969-70: 9. in Serie C.
1970-71: 2. in Serie C.
1971-72: 2. in Serie C.
1972-73: 3. in Serie C. Vince la Coppa Italia di Serie C battendo in finale l’Avellino (4-2).
1973-74: 1. in Serie C. Promossa in Serie B.
1974-75: 16. in Serie B a pari merito con l’Avellino. Perde lo spareggio contro la Reggiana (1-2). Retrocessa in Serie C.
1975-76: 16. in Serie C.
1976-77: 6. in Serie C.
1977-78: 11. in Serie C. Ammessa al nuovo campionato di Serie C1.
1978-79: 10. in Serie C1.
1979-80: 16. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
1980-81: 1. in Serie C2. Promossa in Serie C1.
1981-82: 17. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
1982-83: 5. in Serie C2.
1983-84: 3. in Serie C2.
1984-85: 2. in Serie C2. Perde lo spareggio contro il Prato (2-3).
1985-86: 3. in Serie C2.
1986-87: 16. in Serie C2. Retrocessa nel campionato Interregionale. Ripescata per la rinuncia del Montebelluna.
1987-88: 5. in Serie C2.
1988-89: 2. in Serie C2. Promossa in Serie C1.
1989-90: 16. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
1990-91: 1. in Serie C2. Promossa in Serie C1.
1991-92: 11. in Serie C1.
1992-93: 9. in Serie C1.
1993-94: 14. in Serie C1. Perde i play-out contro l’Empoli (0-1 e 0-0). Ripescata per il declassamento del Mantova all’ultimo posto.
1995-96: 7. in Serie C1.
1996-97: 7. in Serie C1.
1997-98: 15. in Serie C1. Perde i play-out contro la Pistoiese (1-1 e 1-2). Retrocessa in Serie C2.
1998-99: 8. in Serie C2.
1999-00: 2. in Serie C2. Vince i play-off contro il Meda e il Prato. Promossa in Serie C1.
2000-01: 18. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
2001-02: 2. in Serie C2. Perde i play-off contro la Sangiovannese.
2002-03: 18. in Serie C2. Retrocessa in Serie D. Dichiarata fallita.
2003-04: L’U.S. Alessandria Calcio non partecipa a nessun campionato.
2004: Riacquisizione del marchio. U.S. Alessandria Calcio 1912 iscritta al campionato di Eccellenza regionale piemontese.
2004-05: 1. in Eccellenza regionale piemontese girone A. Promossa in Serie D.
2005-06: 8. nel girone A della Serie D.
2006-07: 6. nel girone A della Serie D.
2007-08: 1. Serie D, girone A, promossa in serie C2.
2008-09: 2. nel campionato di Seconda Divisione Lega Pro. Perde la finale play-off con il Como. Ripescata in Prima Divisione Lega Pro dopo il consiglio federale del 30 Giugno 2009.
2009-10: 8. nel campionato di Prima Divisione Lega Pro.
2010-11: 3. nel Campionato di Prima Divisione Lega Pro. Perde la semifinale play-off con la Salernitana; Salernitana-Alessandria 1-1 e Alessandria-Salernitana 1-3. Retrocessa nel Campionato di Seconda Divisione per illecito sportivo.
2011-12: 11. nel Campionato di Seconda Divisione Lega Pro.
2012-13: 8. nel Campionato di Seconda Divisione Lega Pro.